Cooffee Way: i vassoietti per i caff�

June 10th, 2008 by Ivana

coffe-way3.jpg

Colorati, pratici ed esclusivi. Sono i vassoietti da caff� Cooffee Way.

Per quelli che non possono stare un attimo senza caff� nasce CooffeeWay, un pratico vassoietto, ideale per trasportare il caff� ovunque! Sono coloratissimi, pratici e, ovviamente, pronti per essere collezionati.

Ma andiamo per gradi. Come nasce e come si usa. CooffeeWay nasce per tutti quelli che fanno del caff� il “carburante” della giornata, un piccolo piacere da godersi ovunque. Un vassoietto (registrato e brevettato) ideato per trasportare comodamente e senza scottarsi fino a quattro bicchierini di caff� (o 2 bicchieri pi� grandi).

In ogni vassoietto (13*14 cm) sono previsti fino a 4 alloggi per i bicchierini di plastica (con un diametro sufficiente per bloccarli e trasportarli facilmente) e spazi per trasportare anche le rispettive bustine di zucchero e palettine. Elementi creati in cartone ondulato rivestito e resistente caratterizzati tutti da immagini sempre diverse e suggestive: fiori, frutti, bandiere, chicchi di caff�, immagini astratte e molte altre ancora. Tutte da collezionare o, perch� no, personalizzare! (soprattutto per chi vuole promuovere la propria attivit� attraverso questi simpatici e utili vassoietti).

A mio avviso un’idea molto interessante, ottima per trasportare pi� caff� evitando eventuali scottature o rovesci di bevanda (una soluzione pi� funzionale di quella per esempio di Starbucks che pone attorno i propri bicchieri delle “ciambelline” in cartone ondulato per evitare che i clienti si scottino) . Design semplice ma pi� che funzionale.

Interessante � anche la loro zuccheriera per bar: Emysugar. Un elemento d’arredo -anch’esso registrato e brevettato) che permette di esporre tutti i tipi di bustine di zucchero ma anche di recuperarne i residui cartacei, ed eventuali rimanenze di zucchero, al suo interno. Un oggetto che nasce per facilitare la vita dei clienti dei bar che troppo spesso, dopo aver zuccherato il proprio caff�, cercano invano un cestino nelle vicinanze per gettare le carte delle bustine. Anche Emysugar � un buon veicolo pubblicitario che ogni bar, negozio o locale pu� personalizzare con immagini, marchi o loghi da porre ai fianchi della zuccheriera.

Entrambi i prodotti sono molto belli dal vivo (ringrazio ancora i ragazzi per avermi gentilmente inviato il materiale), uno estremamente funzionale, l’altro pi� vivace e giocoso. I vassoietti li ho gi� “collezionati” tutti, adesso aspetto di trovarli nei bar della mia citt� assieme Emysugar! E adesso caff�!!

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Kartell: il design organico di Lovely Rita

June 9th, 2008 by Ivana

Mensola Lovely Rita. Ron Arad per Kartell

Ron Arad disegna Lovely Rita, la mensola libera e sinuosa.

Sembra quasi modellata da un soffio di vento la mensola Lovely Rita. Il design cos� fluido e organico la rendono particolarmente attraente e sinuosa, caratteristiche comuni a molti oggetti di casa Kartell.

Un marchio sinonimo di qualit� e, ovviamente, di design italiano. Kartell � leader in Italia e all’estero per l’arredamento Made in Italy, con i suoi 59 anni di storia magistralmente raccontati attraverso tutti i suoi prodotti che esprimono il linguaggio e l’atmosfera del periodo in cui sono nati ma, allo stesso tempo, sono degli oggetti contemporanei che portano con s� molti altri valori e messaggi. Tutto questo li ha resi parte integrante del nostro paesaggio domestico.

Lovely Rita � una mensola modulare, caratterizzata da tanti piccoli elementi -2 moduli di base per sei differenti colori- tali che a seconda di come vengono disposti alla parete, si possono creare mensole di dimensioni e forme mutevoli e ampliabili all’infinito (parete e soldi permettendo). E’ l’ideale per libri e piccoli oggetti o per decorare una parete con un tocco di design.

Bella � bella, senza dubbio, ma ricorda un po’ troppo la versione movimentata della pi� famosa BookWorm, realizzata sempre per Kartell e sempre da Ron Arad. Forse era a corto di idee? Di certo tra BookWorm e Lovely Rita passano solo tre anni (1993 e 1996) forse il nostro amico Arad voleva solo modificarla un po’.. si sa, non si � mai soddisfatti al 100% delle proprie opere. Siamo clementi almeno questa volta? Immagini Continua »

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80’s Ghost: lampade dai videogames

June 6th, 2008 by Ivana

80�s Ghost

Per i nostalgici dei favolosi anni ‘80, le lampade Ghost sono una chicca da non perdere.

Sono ispirate al celeberrimo gioco Pac-Man, il simpatico personaggino-pallino giallo che cercava di raccogliere tutte le sue pilloline facendo attenzione a non essere catturato dai fantasmini.

E sono proprio questi ultimi i protagonisti delle lampade 80’s Ghost. Un prodotto di light-design realizzato in polipropilene opaco che riproduce fedelmente, sia nei colori che nella forma, i fantasmini del famoso videogioco.

Di certo meno celebri, e magari anche meno amati di Pac-man stesso, le lampade Ghost sono un chiaro omaggio agli anni ormai trascorsi, alla spensieratezza degli ‘80 e ad un videogioco antesignano delle moderne piattaforme da gioco. Pac-man torna a rivivere, anzi, a risplendere nelle nostre stanze come un oggetto simbolico ideale per i nostalgici, per chi ha fatto le nottate avanti al Commodore 64 o per chi semplicemente li trova simpatici.

Ideatore dei fantasmini il designer brasiliano Anderson Horta, sicuramente un cultore di pac-man, che vede in questa lampada un diverso modo di concepire i fantasmini: non pi� entit� delle quali aver paura, ma elementi giocosi e simpatici che danno luce e vivacit� alle nostre stanze.

Non � la lampada dell’anno e nemmeno l’idea pi� originale della storia del design ma un simpatico segnale di un bisogno di semplicit�, di oggetti familiari che hanno segnato la nostra giovent�.

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Wheelly, moduli abitativi per senzatetto

June 5th, 2008 by Ivana

Wheelly, ruota sistema-abitativo per senzatetto

Wheelly, la ruota diventa un piccolo modulo abitativo.

Proprio pochi giorni fa ho parlato di Bedu, il bidone trasformabile in campo per emergenze; oggi vi ripropongo l’argomento social-design con un nuovo ed interessante progetto. E’ Wheelly il rifugio per i senzatetto.

Il gruppo Zo-Loft (abbiamo gi� parlato di questo gruppo di giovani designer italiani per il progetto Din-Ink, i tappi-posate, ricordate?) si ripropone con un sistema-rifugio. Una ruota per ripararsi, per proteggersi e per spostarsi, una ruota come status-symbol ma soprattutto una ruota come dimora intima e pi� dignitosa.

Whelly � disegnato per colonizzare e vivere tutti i tipi di realt� urbana, da solo o connesso ad un altro modulo, cos� da poter creare rifugi multipli e colorati“. Un progetto sostenibile, basato sul sistema del cuscinetto a rullo, realizzato in gomma, alluminio e cartone pressato riciclabile al 100%. La corona interna � ritmicamente segnata da una sequenza di fori per permettere di appendere un sacco da 250 lt ed alcuni oggetti quotidiani. Grazie a due tende pieghevoli in poliestere, diventa un rifugio sicuro ed intimo, provvisto di uno spazio isolato dal terreno per dormire ed uno per poter stipare gli oggetti.

Agli estremi del carrello sono previsti due elementi circolari in gomma sui quali � possibile collocare loghi o marchi. Questa caratteristica permette di ridurre i costi di produzione del carrello o, addirittura, renderlo gratuito per tutti i senzatetto, diventando dei veicoli pubblicitari all’interno della citt�.

Wheelly, come tanti bei progetti, purtroppo vive solo sulla carta, ma sono certa susciter� presto il giusto interesse e magari trover� un “pap�” finanziatore. Farebbe sicuramente la felicit� di molte persone. A voi la parola. Immagini Continua »

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Toblerone, la cioccolata che fa storia

May 30th, 2008 by Ivana

Toblerone: storia, packaging e marchio

100 anni di storia di Toblerone, la barretta di cioccolato pi� famosa al mondo. Dopo la colla Coccoina, la storia ritorna.

Sono sicura che tutti lo conoscete e sono altrettanto sicura che ne ricordate bene il suo gusto! E’ Toblerone, la “barretta” di cioccolato con una storia tutta da raccontare.

Tutto inizia addirittura nel 1867 quando, a Berna, Jean Tobler apre il suo primo negozio di “delikatessen“. Un successo travolgente che lo porter�, pochi anni pi� avanti, ad aprire la prima “Fabbrica del cioccolato Berna, Tobler & Cie”. Ma fu solo grazie al figlio di Tobler e al cugino Baumann, che questa cioccolata ha visto il suo successo.

Toblerone per� non significa solo cioccolato. Il triangolino pi� famoso del mondo nasce infatti da una nuova e golosa ricetta: cioccolato al latte, miele, mandorle e torrone. Da questa particolare ricetta nasce la cioccolata made in Switzerland il cui nome fu coniato a partire dal nome dell’inventore Tobler, con l’aggiunta della parola italiana torrone, da cui TOBLERone.

Una ricetta, ma soprattutto un marchio rimasti pressoch� invariati lungo l’arco di questi lunghi anni. Era il 1908 quando, presso l’ufficio Federale per la Propriet� Intellettuale di Berna, venivano registrati e brevettati marchio e ricetta di quella che poi diventer� la barretta di cioccolato pi� particolare e famosa della storia.

Il suo nome e la sua caratteristica forma triangolare sono riconosciuti infatti in tutto il mondo, cos� come il packaging triangolare, anch’esso rimasto molto simile ai primi (� stata solo sostituita la precedente aquila). Ma perch� questa forma? Si dice che questa ricordi il caratteristico profilo naturale del monte Metterhorn nelle Alpi Svizzere. Sotto ogni piramidina di cioccolato � impressa una delle lettere che compongono la parola Toblerone.

Oggi queste barrette, invariate nel packaging e nella loro forma, sono disponibili in nuovi gusti e vengono sempre prodotte e vendute in tutto il mondo, dalla fabbrica che ha sempre sede nella svizzera di Tobler. Beh, immagino gi� sapete…Toblerone, arrivooooo;) Foto Continua »

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Glo Pillow: il cuscino-sveglia

May 29th, 2008 by Ivana

Glo Pillow Ian Walton

Glo pillow: il cuscino diventa una sveglia. Svegliarsi la mattina. Che dramma! Ian Walton cerca di risolvere i nostri problemi.

Dopo Alarm Ring (l’anellino che riesce a svegliarci con le sue vibrazioni) arriva dall’irlanda un nuovo sistema per svegliarci dolcemente.

Il designer Ian Walton ha ideato infatti un particolare cuscino ideale per le persone che desiderano risvegli soft.

Il funzionamento � semplice ma efficace, soprattutto per chi, come me, al primo raggio di luce inizia a svegliarsi. Glo Pillow incorpora nella tessitura del cuscino un particolare sistema di LED (simile a quello delle magliette Lumalive della Philips) ovviamente morbido al tatto, che lascia il cuscino soffice e confortevole.

La procedura per azionare Glo � la stessa che utilizziamo per impostare le nostre tradizionali sveglie, l’unica differenza si scoprir� poi al mattino. Glo Pillow infatti 40 minuti prima dell’ora prescelta, invece di suonare, inizia ad illuminarsi aumentando costantemente la propria luminosit�. Da lucina impercettibile a luce forte e brillante.

Certo, per chi non si sveglia neanche a suon di bombe non sar� il progetto dell’anno, ma per chi lascia la finestra aperta per fa penetrare in camera i primi raggi solari � l’ideale. Una sveglia soft che garantisce un risveglio naturale e delicato e che render� tutta la nostra giornata pi� rilassata (almeno questo � quello che garantisce Walton). Per� si sa, i risvegli bruschi ci lasciano di cattivo umore per tutta la giornata, questo cuscino magari pu� aiutarci ad affrontarla con un sorriso in pi�. Se facesse anche un bel caff� sarebbe il progetto ideale per tante persone:) Tutte le immagini Continua »

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Le vele Solari di Buro North

May 28th, 2008 by Ivana

Vele Solari di Buro North

Veil Solar Shade, vele solari per l’energia pulita.

Se vi dico Buro North cosa vi viene in mente? immagino niente… E se vi dico X-mas Tree?? Forse qualcuno ricorder� il suo alberello di natale. Un progetto ecologico, senza troppe pretese, ma carino.

Oggi ovviamente non vi parlo di X-mas tree (sarebbe assurdo visto che � gi� tempo di mare!) ma del suo ultimo progetto, Veil Solar Shade appunto.

Una superfice che evoca una vela e che, metaforicamente, vuole essere gonfiata da tanto sole. Il progetto � interessante dal punto di vista del design sostenibile, come buon esempio di progetto per catturare l’energia solare e allo stesso tempo riparare dal sole stesso; ma quello che pi� mi ha colpito � il messaggio che riesce a veicolare alle nuove generazioni.

Veil Solar Shade infatti � destinata alle scuole e sensibilizza i piccoli all’attento utilizzo delle energie alternative. La vela infatti pu� essere ruotata di 180�manualmente senza troppe difficolt� anche dai bambini ai quali, grazie ad alcuni led, viene comunicato se la vela � orienatata ed allineata perfettamente al sole cos� da accumulare al meglio tutta l’energia solare che poi verr� utilizzata per la scuola stessa.

Il progetto, finanziato dal governo inglese, sar� a breve realizzato e destinato a molte scuole per avvicinare i giovani studenti ad un utilizzo attento e responsabile delle energie solari. Le aspettiamo anche qui in Italia…(aspettiamo, aspettiamo!) Altre foto Continua »

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Yuno, il pc in una tazza??

May 27th, 2008 by Ivana

Yuno, il pc nella tua tazza

Tecnologia e design: Yuno, il pc nelle nostre mani, anzi, nelle nostre tazze.

Chi mi legge spesso sa bene che i progetti che mostro sul mio blog li scelgo perch�, a mio avviso, rappresentano un buon esempio di design, un buono spunto progettuale, un interessante concept e cos� via�

Oggi rompo un po’ questi schemi e vi parlo di questa tazza-pc. E’ Yuno ed � una tazza-pc super tecnologica. Disegnata da Jason Farsai nasce con l’intento di inaugurare la giornata in modo tecnologico. Controllare la posta, leggere le ultime notizie, il meteo, guardare qualche vignetta, vedere l’andamento della borsa, etc etc.. Il tutto grazie a questa tazza-pc.

Un nuovo modo di vivere il mattino con cappuccino, cornetto e tazza-pc! Magari adesso starete pensando :”Wow che progetto pazzesco!!” Le mie perplessit� in merito a questo progetto per� sono tante. Per me Yuno rappresenta quasi quello che un buon progettista non dovrebbe fare. Mi spiego.

Inizierei proprio con la forma. L’idea poteva anche essere carina ma leggere qualsiasi cosa su una superficie piccola e curva la vedo davvero un’idea poco funzionale. Stiamo sempre parlando di una tazza per umani, non della tazza di Polifemo; bisognerebbe ruotare la tazza da sinistra verso destra pi� e pi� volte per leggere tutto (a meno che il testo non venga scritto con un font carattere 4 in una colonna di testo larga non pi� di 4cm!!). A questo non dobbiamo dimenticare assolutamente che nella tazza � presente una bevanda, magari anche bella calda! Tra una mail e una news, un attimo di distrazione potrebbe risultarci fatale -e al mattino sfido chiunque ad essere lucido e attivo-. Dal progetto non si capisce nemmeno come riempire la tazza e, a giudicare dalle foto, sembra anche scomodissimo bere! Continua »

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Paperclip Lamp: le graffette si trasformano

May 25th, 2008 by Ivana

Paperclip Lamp - Light Design

Paperclip Lamp, la graffetta diventa lampada.

Per i nostalgici Clippy, la simpatica graffetta di Office pronta a risolvere i nostri problemi, nasce Paperclip Lamp dei designer Benoit Collette e David Wykes.

Una lampada che richiama le forme semplici ma funzionali delle comuni graffette, oggetti di uso quotidiano che affondano le loro radici nel lontano 1899 ad opera di Jahan Vaaler.

Questa lampada si ispira a questi piccoli grandi oggettini e, magari, a quell�irrefrenabile voglia di srotolarle (e distruggerle!) che ci viene ogni volta che ne abbiamo una tra le mani.

Paperclip lamp ovviamente non � pensata per esser fatta a pezzi, ma per snodarsi e svilupparsi nell�aria, illuminando le nostre scrivanie con un pizzico di storia e una bella nota di design. Un tubo di alluminio all�interno del quale sono stati posizionati del LED bianchi di ultima generazione. Una lampada da tavolo originale che regala un nuovo significato ad un oggetto conosciuto e apprezzato da tutti noi.

Ovviamente il riferimento a PizzaKobra � scontato anche se, rispetto alla lampada di Ron Arad, mi sembra che i due designer si siano sforzati un po� di pi�, il loro concept mi sembra pi� forte, il riferimento alla graffetta non � da sottovalutare. A mio avviso paperclip � pi� scherzosa e familiare. Voi quale preferite? Altre immagini Continua »

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Bedu, il barile per le emergenze

May 23rd, 2008 by Ivana

Bedu, Toby McInnes

Bedu: il set di risposta rapida alle emergenze. Un barile da 200 litri pronto a trasformarsi in un esteso campo di emergenza.

Il barile progettato dal designer Toby McInnes, nasce alla luce di tutte le catastrofi naturali e stati d’emergenza che, purtroppo, mettono in ginocchio intere citt�, villaggi e popolazioni.

Maremoti, cicloni, fenomeni naturali, terremoti (non ultimo quello che ha travolto il Giappone) troppo spesso radono al suolo qualsiasi cosa incontrano lungo il loro devastante cammino.

Anche in questi casi il designer occupa un ruolo importantissimo. Dopo diversi concorsi di social design, moltissime menti si sono date da fare per progettare qualcosa di utile per la societ�. Tra tutti, probabilmente Bedu � uno dei progetti pi� interessanti.

Bedu � un sistema di emergenza, estremamente funzionale e concentrato in uno spazio ridottissimo. E’ la “borsa di Mary Poppins” (permettetemi il paragone) per le situazioni pi� critiche. Bedu, nello spazio di un barile, contiene tutto ci� che � necessario in situazioni di emergenza: una tenda, un deposito annesso, un telone cerato con sistemi fotovoltaici, un fornello multicarburante, un sistema di illuminazione, piccoli utensili, un kit medico, un sistema di filtraggio dell’acqua, un generatore, un pacco batteria e una radio di emergenza.

Un progetto eccellente che spero si trasformi presto in realt�. Altre immagini del progetto Continua »

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Makio Hasuike: sperimentazione e design

May 22nd, 2008 by Ivana

Makio Hasuike Prodotti MH Way

Se fosse ancora vivo Bruno Munari probabilmente definirebbe Makio Hasuike un VERO designer: una figura importante che “sa scegliere i materiali pi� adatti, le tecnologie pi� giuste, che sa tener conto delle componenti psicologiche, del costo e di ogni funzione(…)”. Un progettista autentico, attento ai bisogni degli utenti e alla funzionalit� dei propri prodotti. Questo � senza dubbio Makio Hasuike, considerato da molti uno dei designer pi� interessanti delle produzioni italiane.

Italiano di adozione dal 1964 (nasce a Tokio nel 1938) fa della sperimentazione la sua principale attivit� progettuale. Prodotti funzionali caratterizzati sempre da un’estetica semplice ma raffinata. Molti dei suoi prodotti, sebbene ideati pi� di 20 anni fa, continuano ad avere un appeal contemporaneo e seducente.

Prendo in esempio alcuni oggetti pensati per architetti, designer, grafici e studenti: Croma -1982-, Piuma -1983-, Impronta -1985- e Zoom -1986- (solo per citarne alcuni). Sicuramente sono oggetti conosciuti da tutti, magari utilizzati quotidianamente. Nascono tutti dalla ricerca dei nuovi materiali, dalle caratteristiche fisiche, meccaniche ed estetiche di questi ultimi. Piuma ne � un esempio. La cartellina pi� copiata al mondo che ha rivoluzionato l’idea della tradizionale cartelletta in cartone. Il nuovo materiale (polipropilene) non solo non faceva sgualcire i progetti ma li custodiva e li proteggeva anche in caso di pioggia. Stesso discorso vale anche per Zoom, anche se a questo si aggiunge una nuova configurazione per il trasporto (a spalla) Continua »

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Sports Furniture by Postfossil

May 21st, 2008 by Ivana

Fitness furniture: Postfossil

La palestra a casa tua. Postfossil crea i mobili per ritrovare la forma fisica!

In vista della prossima prova bikini (che affligger� sicuramente un po’ tutti) si ricorre a tutti i metodi pi� bizzarri per perdere peso: diete da fame, corse kilometriche, torture estetiche varie e, ovviamente, ore ed ore di massacrante palestra.

Per chi vuole ritrovare la linea, o per chi ama tenersi in forma, arrivano i nuovi mobili-palestra creati dall’azienda svizzera Postfossil. Thomas Walde e Florian Hauswirth sono i due designer autori dei nuovi mobili-fitness. Ottimi soprattutto per chi non ama spostarsi da casa, i mobili fitness hanno un’estetica abbastanza gradevole e semplice, molto minimal e, soprattutto, adatta a qualsiasi tipo di arredo.

Aiutano a fare un po’ di movimento, a rinforzare le braccia, a risvegliare gli addominali e, sicuramente, a farci alzare un po’ dalla sedia decorata da tante graziose ragnatele! Tra i due mobili proposti credo che la spalliera sia il progetto pi� interessante -la panca � abbastanza banale-

Troppe ore davanti al pc ci hanno sicuramente fatto accumulare un po’ di pancetta (magari i due designer ne sanno qualcosa) un po’ di movimento non guasta mai. Personalmente preferisco una bella corsetta all’aria aperta anche se la spalliera mi sembra interessante come proposta. Speriamo sia anche sicura! Guarda la panca Continua »

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**Nuovo comunicato Terra, Acqua, Aria e Design

May 20th, 2008 by Ivana

Terra. Aria, Acqua e Design

—AGGIORNAMENTO COMUNICATO—

MAI PIU� SEDIE: CITYCAR E CITYBIKE ECOLOGICHE
NUOVO AMORE DEI GIOVANI DESIGNER

Tradizionali a quattro e due ruote, a tre ruote, di plastica riciclata, tutte rigorosamente ecosostenibili: in mostra
il 16 giugno a Miano

Se quello che sta succedendo in una rassegna non competitiva riservata ai giovani progettisti sono un�indicazione affidabile, le nuove leve del design hanno trovato un nuovo campo per esprimere la propria creativit�: le auto e le moto �da citt�, rigorosamente ecosostenibili. Il settanta per cento dei progetti proposti (non tutti vengono accettati) per la Rassegna dei Giovani Designer che si svolger� il prossimo 16 giugno nell�ambito di �Terra, Acqua, Aria & Design� sono infatti relativi a mezzi di trasporto a motore in ambito urbano.

Moltissimi progetti. Alcuni puntano sul concetto del �servizio pubblico individualizzato�, come la DueMela di Roberto Rovetta. DueMela dal punto di vista tecnico punta sull�uso di una struttura in monoscocca di plastica riciclata e su un�installazione motore modulare, che pu� ospitare diversi tipi di propulsore, a scoppio, elettrici, ad aria compressa, e con diverse alimentazioni.

Pi� tradizionale nell�impostazione (auto privata) e nella propulsione (motore a scoppio a cilindrata ridotta e basse emissioni) � la serie di concept sviluppata dalla IAAD di Torino nell�ambito del progetto �Green Wheels� in collaborazione con Volkswagen. L�idea � di portare alle logiche conseguenze le tendenze gi� insite in alcune delle citycar gi� presenti sul mercato, che comunque conservano caratteristiche e �pretese� da �auto grande� e che nelle versioni pi� recenti sembrano soggette ad un incremento di dimensioni. Da questo punto di vista �Green Wheels� dimostra molto pi� rigore e coerenza pur nella sua impostazione non cos� rivoluzionaria rispetto ad altre proposte Continua »

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Percorsi Incrociati: Design e Architettura dialogano

May 19th, 2008 by Ivana

Percorsi Incrociati: convegno Design e Architettura

Per tutti gli amanti del design, dei nuovi materiali, dell�architettura e del fashion design segnalo volentieri questo incontro previsto per il prossimo venerd� 23 Maggio presso il PAN �Palazzo delle Arti Napoli � Architettura, Design, Moda.
Tre pubblicazioni a confronto per un approccio pi� consapevole all�offerta didattica universitaria

Un convegno interessante, proposto dalla Facolt� di Architettura della Seconda Universit� di Napoli, per promuovere il design come attivit� transdisciplinare proiettata verso le tecnologie e i materiali pi� straordinari.

Al convegno interverranno tre docenti della Seconda Universit� di Napoli (facolt� di Architettura e Disegno Industriale), ognuno dei quali esporr� il proprio contributo di ricerca del progetto attraverso un volume:

Salvatore Cozzolino -architetto e designer- autore di �Visioni e Costruzioni�, prendendo spunto dagli affreschi giotteschi di Assisi, parler� dell�attuale momento della professione dell�architetto, compresso tra l�esigenza di apparire e la necessit� di ritrovare il senso della Responsabilit� Sociale di Progetto.
Carla Langella -architetto- ha completato da poco �Hybrid Design�, commenter� le nuove frontiere del design biomimetico, con attenzione specifica alla sostenibilit� ambientale dei prodotti.
Maria Antonietta Sbordone -architetto e designer- nel suo recente �Work Dress Design�, ha indagato il progetto di moda degli abiti da lavoro, sveler� le tecnologie avanzate e la ricerca sui materiali che sottendono alla realizzazione del fashion design, sempre meno frivola ideazione, sempre pi� incrocio complesso di discipline.

L�appuntamento � interessante anche come seminario di orientamento per gli studenti prossimi al diploma e rappresenta, in questo senso, un� ottima palestra di idee e spunti per una futura carriera universitaria.

Appuntamento allora a Venerd� 23 Maggio ore 17,30 alla Sala PAN del Palazzo delle Arti di Napoli, via dei Mille, 60. Ragazzi non possiamo mancare.

Informazioni sui relatori Continua »

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Piegato, la libreria in 2cm

May 19th, 2008 by Ivana

Libreria Piegato

Stanchi delle solite librerie? Per gli amanti del “fai-da-te” nasce Piegato, una libreria che in appena 2cm racchiude design, funzionalit� e principi di sostenibilit�. Il Salone Satellite colpisce ancora.

Per chi adora gli oggetti funzionali e senza troppi fronzoli Piegato, realizzata da MRDO Products, � sicuramente la libreria giusta. Due semplici viti e il gioco � fatto! Istruzioni semplicissime, in stile IKEA, un tocco di fai-da-te e la libreria � pronta all’uso.

Un unico pezzo in alluminio (tagliato al laser) dal quale � possibile ricavare tre mensole dalle sorprendenti prestazioni. Creare la propria libreria � semplice e non c’� bisogno di nessun attrezzo particolare. Piegato si piega e si forma facilmente a mano ma, una volta piegata, riesce a reggere carichi considerevoli (pi� di 10 Kg per mensola).

Sottilissima e leggera, in pochissime mosse (come descritto dalle foto dopo il salto), prende vita e decora le pareti della nostra stanza. Il design � semplicissimo ma funzionale e, viste le dimensioni contenute (100 x 66 cm), � possibile anche affiancarne diverse ed attrezzare un’intera parete, magari giocando con i tre colori previsti per Piegato.

E’ carina anche la possibilit� di utilizzare Piegato come lavagnetta magnetica, sfruttando le propriet� del materiale con il quale � realizzato -alluminio- oltre che, ovviamente, come semplici mensole per appoggiare alcuni oggetti. Forse un po’ troppo spartana, ma mi sembra funzioni bene. Che dite? Altre immagini Continua »

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Colla Coccoina: Una storia fantastica

May 15th, 2008 by Ivana

colla coccoina

Chi non conosce la colla Coccoina?Una storia fantastica di packaging, advertising e design.

Dolce profumo di mandorla e packaging accattivante (almeno per l�epoca, oggi lo possiamo considerare un vero e proprio pezzo di storia). Dal 1927 la colla coccoina ha mantenuto la sua confezione praticamente invariata; ad oggi la possiamo ancora trovare tra gli scaffali delle cartolerie che fa bella mostra di s�, con il suo barattolino color argento e il logo in blu-violetto che si srotola lungo tutto il barattolino.

Un packaging seducente che evocava, pi� che un prodotto da ufficio, un vero e proprio prodotto di bellezza, promosso come tale anche dai manifesti pubblicitari dell�epoca. Molto pi� di una colla, la coccoina trasmetteva stile e modernit�, con un packaging-design bello e di grande semplicit�. Pi� di settanta anni di storia veicolati da un prodotto semplice, sostenibile e atossico: la coccoina � infatti prodotta a base di amido di patate sciolto in acqua; un�aggiunta di olio di mandorla le regala il classico profumo delicato che immagino in molti ricordate (per me � il classico odore �di quando ero bambina�, che mi fa affiorare una valanga di ricordi).

Simbolo dell�Italia dei primi anni �20, la Coccoina fu prodotta da Balma, Capoduri & Co. diventando da subito la colla per antonomasia.

Coccoina significa anche funzionalit�. Immagino che a tutti sia capitato almeno una volta di utilizzarla. Una volta svitato il coperchio � possibile individuare il piccolo vano circolare, nel quale � presente il pennellino per stendere il prodotto, attorno al quale si sviluppava tutto il vano che conteneva la colla.

Colla Coccoina, un�icona di storia e di design per piccoli e meno piccoli, nostalgici e nuovi ammiratori.

Qui si seguito alcune immagini dei celebri manifesti pubblicitari… Corriamo a ricomprarla?? Continua »

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Zona Tortona: Livina ed Eco

May 13th, 2008 by Ivana

Livinia, spazio Sparkling Zona Tortona 08

E’ modulare, morbida e colorata. Si chiama Livina ed � la seduta modulare presentata al Fuorisalone 08 di Milano.

Forme customizzabili, dimensioni regolabili e scelte cromatiche personalizzabili. Cos� posso riassumere il progetto presentato dalla societ� PUREPUR nello spazio Sparkling in Zona Tortona.

Una seduta modulare caratterizzata da 3 elementi principali: uno dritto, uno a gomito ed un ultimo a tre punte.

Grazie a questi tre elementi � possibile dimensionare e creare la propria seduta a seconda degli spazi disponibili, rendendo il prodotto camaleontico e modellabile a nostro piacimento. Livina si snoda nello spazio decorandolo ed impreziosendolo con forme svariate, mai uguali, invitando al relax e al dialogo.

Il materiale con il quale � stato progettato -poliuretano espanso- lo rende adatto sia in interni che esterni. Intervistando Sylvie, una delle designer che ha contribuito alla realizzazione di Livina, ho anche scoperto che, sebbene Livina abbia una cartella colori predefinita, si possono creare pezzi con colori personalizzati, dettati direttamente dagli acquirenti.

Sempre all’interno dello spazio Sparkling era in esposizione anche un altro pezzo della collezione PUREPUR: Eco. Un volume, sempre di poliuretano, caratterizzato da una forma molto particolare, seppur semplice. Un puff caratterizzato da sei facce tutte diverse tra loro, utilizzabile sia come seduta che come divertente parete divisoria o elemento decorativo ludico. Ideale per i bambini, come la stessa Sylvie sottolinea, utilizzabile come veri e propri pezzi “lego” da assemblare e poi, come nelle migliori tradizioni, distruggere per divertirsi ancora di pi�. Tutto questo con morbidi elementi colorati e leggeri Continua »

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Bombay Sapphire Prize: Capacity wins

May 12th, 2008 by Ivana

Annie Cattrell e Karim Rashid: Bombay Sapphire Prize

Se il design si fa sentire anche quando sorseggiamo un aperitivo allora stiamo parlando di Bombay Sapphire! Il Salone del Mobile di Milano 08 ci mostra i vincitori.

Inconfondibile bottiglia azzurra e inconfondibile glass design. Come tutti gli anni, il concorso sforna particolarissimi bicchieri dalle forme impensabili, mai banali. Scopriamo assieme chi si aggiudicato la vittoria.

In zona tortona (Superstudio Pi�), in occasione della sesta edizione del concorso, sono stati esposti i 33 progetti finalisti. Tra questi si celava il vincitore, anzi i vincitori considerando che questa edizione ha visto, forse per la prima volta, un ex aequo: sono Annie Cattrell e Yuchi Higashionna autori, rispettivamente, di Capacity e Chandelier.

Premiata direttamente da Karim Rashid (a breve pubblicher� anche l’intervista che sono riuscita a fargli), Annie Cattrell � una giovane inglese con una forte passione per le sculture e le realizzazioni in vetro. Nell’intervista fattale � stato piacevole scoprire come questo bicchiere rappresenti una vera e propria metafora di vita.

Capacity � infatti un bicchiere realizzato in vetro soffiato che raffigura dei polmoni, un organo senza il quale la vita non ci sarebbe. Lo stesso Capacity prende vita solo nel momento in cui si soffia aria all’interno del vetro incandescente, l’aria d� forma al vetro e vita al bicchiere stesso. Capacity rappresenta la vita e la morte assieme; ”un polmone che si riempie di liquido azzurro (Bombay Sapphire), azzurro come l’aria, fonte primaria della vita”. “Un bicchiere realizzato in vetro, materiale resistente ma fragile, proprio come la vita”.

Certo, pi� di design qui stiamo parlando di una vera e propria opera d’arte (un po’ come tutti i bicchieri di Bombay Sapphire). Bellissima la metafora, senza dubbio, ma la funzionalit�? Altre immagini Continua »

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Il nuovo semaforo di Hanyoung Lee

May 8th, 2008 by Ivana

Virtual Wall, il semaforo di Hanyoung Lee

Obsoleti e poco funzionali, � tempo di nuovi semafori pi� tecnologici ed efficaci. E’ tempo di Virtual Wall.

Sono le parole del designer Hanyoung Lee che, stanco probabilmente degli automobilisi distratti, ha pensato di ingrandire notevolmente i piccoli segnali luminosi rossi ai lati delle strade, in favore di vere e proprie pareti virtuali che, all’occorrenza, compaiono tra le strade trafficate aiutando i poveri pedoni ad attraversare. Un muro virtuale per l’attraversamento pedonale.

Il progetto prende il nome di Virtual Wall, un semaforo molto particolare. Da un estremo all’altro della strada, da due paletti particolari, fuoriescono i raggi laser che formano la parete virtuale, rossa proprio come i tradizionali semafori, ma con gigantografie animate di persone che attraversano la strada. Elementi di grandi dimensioni che, senza dubbio, catturano l’attenzione degli automobilisti.

Ovviamente stiamo parlando di costi significativi (sia di produzione che di manutenzione) a fronte, per�, di una maggiore sicurezza per i pedoni dei quali, purtroppo, conosciamo sempre pi� le tristi sorti.

Il raggio laser taglia a met� le automobili fermando per sempre la corsa degli automobilisti pi� distratti. Ah no scusate, queste cose succedono solo nel film di 007!!! Torno seria dai. Virtual Wall, costi a parte, mi sembra un buon progetto per tutelare i pedoni, innovativo ed efficace. Foto Continua »

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Masaru Castle: il food design da costruire

May 7th, 2008 by Ivana

Masaru Castle

Masaru Ishikawa al Salone Satellite espone Masaru Castle, un vero e proprio castello per consumare pietanze nelle occasioni pi� particolari.

A primo impatto, devo essere sincera, il castello di Ishikawa non mi colp� positivamente ma poi, sar� stata la simpatia di Masaru, la giocosit� e la funzionalit� dell’oggetto, ma mi sono ricreduta.

Masaru Ishikawa nasce ad Osaka nel 1974 ma lavora a Milano dal 2003 (parla anche un divertente italiano). I suoi lavori sono giocosi e hanno un forte legame con il bambino che � in tutti noi. L’ispirazioni alle costruzioni lego � ovvia: tanti pezzi da assemblare per costruire il castello dettato dalla nostra fantasia.

Proprio come per le costruzioni, il castello Masaru ha dei pezzi base -7 elementi-, da assemblare e sviluppare a piacimento, per realizzare composizioni piccole, medie, grandi e grandissime. Tutti gli elementi hanno una funzione particolare: profili a merlo come originali piattini, torrette come portasalsine, torri porta bevande o ponti ideali per contenere le posate.

Tutti elementi da utilizzare come normali piattini da portata e magari rimettere al proprio posto, una volta consumata la pietanza, per ricostruire il castello e vivere un’esperienza di food design divertente e originale. Altre foto Continua »

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Salone Satellite: i progetti di Takashi Sato

May 6th, 2008 by Ivana

Salone Mobile 08: Takashi Sato

Ancora progetti interessanti nell’area dedicata ai giovani talenti: il Salone Satellite presenta Takashi Sato. Appendiabiti, sgabelli e lampade dal sapore ingegneristico.

Giapponese e giovanissimo, Takashi � un designer fresco fresco di produzioni. I suoi primissimi passi per� promettono bene.

Da ingegnere a designer, Takashi indossa i nuovi vestiti con naturalezza, con lo spirito giusto dei designer e, ovviamente, con la precisione e la forma mentis tipica degli ingegneri, creando prodotti ibridi ed originali.

Tra i progetti esposti -Coat Hanger, Pata e Tongs rispettivamente un appendiabiti, uno sgabello e una lampada- ho apprezzato molto Coat Hanger e Pata. Quest’ultimo � uno sgabellino leggerissimo con anima in cartone, ricoperto di feltro. Apparentemente fragile riesce a reggere tranquillamente pesi considerevoli; ma la particolarit� risiede soprattutto nella chiusura. Si apre e si chiude a fisarmonica, occupando pochissimo spazio, risultando quindi ottimo per la distribuzione del prodotto.

Coat Hanger � invece un appendiabiti particolare, caratterizzato da un’asta in legno e tre grucce di alluminio che essere composte in modo particolare per creare diversi modelli di sostegno. Anche Coat Hanger � sviluppato secondo un’ottica sostenibile. Smontato occupa pochissimo spazio (3pezzi + 3grucce) ed � semplicissimo l’assemblaggio. Le grucce pero’ le avrei preferite meno spigolose, un po’ pi� morbide e cicciottelle tipo quelle di Hanger. Il Giappone si fa sentire sempre di pi�. Che ne pensate? Altre foto Continua »

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Meaning of Time: le lancette le fai tu

May 5th, 2008 by Ivana

Orologio Meaning of time di Bomi Kim

Ormai lo vedo dappertutto, lo inizio ad apprezzare. Anzi, a dir la verit� lo vorrei in camera.

Meaning of Time arriva dagli Stati Uniti, ad opera del giovane designer Bomi Kim, ed �, come potete vedere, un insolito orologio.

Mi piacciono gli oggetti con i quali si pu� interagire e che possono cambiare veste quando e se vogliamo. E’ il principio di Meaning of Time. Un orologio dalle esigue dimensioni, che contempla due fori nei quali possiamo, con molta fantasia, inserirre quello che pi� ci rappresenta, o che ci piace, per trasformarlo in due originali ed uniche lancette.

Matite e rametti, come suggeriscono, ma anche penne, fiori, oggetti a cui siamo legati, cannucce…tutto pu� diventare un’ironica lancetta per scandire il nostro tempo, l’unico vincolo � il diametro del foro presente sull’orologio; ma con un po’ di ingegno i limiti si superano molto facilmente.

Che dire, lo vorrei subito in camera, sebbeno non amo e non indosso orologi questo lo esporrei fiera! Sarebbe bello trovare ogni giorno qualcosa da trasformare in lancette di Meaning of Time. C’� solo una cosa che mi lascia scettica. Come faccio a mettere nel muro quel coso da 2cm di diametro?? Mi sfugge qualcosa?

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Il cucchiaino da yogurt di Nojae Park

May 3rd, 2008 by Ivana

Nojae

Proprio pochi minuti fa ho finito di mangiarmi uno yogurt e, come tutte le volte, mi sono disperata per recuperare le ultime parti di yogurt presenti sul fondo agli angoli del vasetto.

Gira il cucchiaino, inclina il vasetto… solite manovre, che immagino facciamo tutti, per pulire il vasetto.

Mentre mangiavo non mi veniva in mente nessun progetto per risolvere questo problema, solo poche marche che producono vasetti leggermente arrotondati.

Ma cosa vedo navigando sul web?? Altro che vasetto arrotondato! Casca proprio a fagiolo l’ultimo progetto di food design del designer Nojae Park che, probabilmente stanco anche lui di scervellarsi per le ultime gocce di yogurt, ha pensato bene di riprogettare il cucchiaino e di regalargli una nuova forma, adatta alle spigolosit� dei vasetti.

Una soluzione semplicissima ma efficace (adatta,ovviamente, non solo ai vasetti di yogurt): il cucchiaino, invece di avere la solita forma, � leggermente squadrato, questo pemette di infilarlo in tutti i punti pi� critici e recuperare il prodotto fino all’ultima goccia (evitando scene pazzesche alle quali qualche volta ho assistito).

Stesse prestazioni di un comune cucchiaino, garantisce lo stesso Park, ma pi� funzionalit�. Ideale per chi non si accontenta mai! Altre foto Continua »

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Food Design e Guzzini: Made in Japan

May 2nd, 2008 by Ivana

Food Design Guzzini

E’ la filosofia giapponese quella che si respira nello spazio Guzzini alla Triennale di Milano in occasione del Salone del Mobile 2008. Multimaterialit�, innovazione e design le caratteristiche principali.

Il progetto Multipli di cibo Food Design Made in Japan realizzato da Guzzini dialoga con le culture orientali. Grandi maestri e designer emergenti individuano nuovi percorsi nel rapporto tra forma e funzione nelle quattro fasi fondamentali per la preparazione del cibo: preparazione, servizio, consumo e conservazione.

Lo stile giapponese, razionale ed essenziale, si manifesta in tutto il suo fascino nei pi� di 36 progetti e prototipi esposti da altrettanti designer. Un nuovo stile, quello giapponese, che diventa sempre pi� realt� anche nella cultura occidentale delineando un nuovo atteggiamento alimentare contemporaneo denominato fusion.

Per chi adora la cucina orientale, sicuramente una mostra da non perdere. Tra i progetti di food design esposti ve ne propongo quattro: Kasane, Onighirini, Bamboo Tea Set e Bis.

Inizio proprio da Bis, un progetto realizzato Makio Hasuike. Ottimo per i party in piedi e per i momenti di relax, come lo stesso Hasuike suggerisce. Bis unisce la bellezza alla funzionalit�, pu� essere mantenuto con una sola mano (reggendo la tazza) consumando il nostro pasto o stuzzichino aiutati dalla forchetta-cucchiaio progettata per essere efficiente e confortevole.

Kasane � un progetto dal sapore molto pi� orientale. Una “tovaglietta” multifunzione progettata dalla designer Mizuki Yamakawa. Kasane pu� essere utilizzato sia come una vera e propria tovaglietta all’americana, sia come un vassoietto per i party in piedi. Le particolari venature infatti, irrigidiscono per forma la tovaglietta che, una volta piegata su un lato, permette di inserire un bicchiere e le bacchette negli appositi alloggi sagomati e di avere un piccolo piano sul quale appoggiare il cibo e consumarlo Continua »

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HUGO BOSS Fragrances

May 2nd, 2008 by ADVERTISING

BOSS fragrances, Pure

-Articolo a pagamento circuito ReviewMe- La forza pura e inarrestabile dell�acqua come ispirazione di un nuovo profumo per uomo HUGO BOSS: dalla fragranza al packaging.

Un prodotto complesso che abbraccia diversi ambiti: cosmetica, packaging, advertising e design. La potenza e la semplicit� dell�acqua insieme per BOSS Pure. Un�interpretazione contemporanea del mondo sottomarino e dei colori essenziali e semplici dell�acqua sono evocati dalla confezione di BOSS Pure; un flacone accattivante e potente che richiama lo scintillio dell�acqua e che fa dialogare metaforicamente la purezza del vetro con la potenza del metallo.

Lo spot BOSS Pure, girato dal regista Howard Greenhalgh, � stato di difficile esecuzione. Per rappresentare al meglio la potenza dell�acqua � stato realizzato, appositamente per lo spot, un set particolare con un�enorme parete d�acqua per far interagire il modello (Chris Austad) con l�elemento naturale. Le immagini per la pubblicit� su stampa sono invece state ideate da James Houston (celebre per le raffigurazioni naturali) il quale ha affermato �L�acqua sulla pelle ha un qualcosa di straordinariamente incredibile e sensuale�.

Per il pubblico femminile HUGO BOSS ha pensato ad Essence de Femme: un profumo ispirato alla femminilit� e all�aura seducente delle donne Continua »

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